Trigger point

Cosa sono

Il termine viene dall’inglese e letteralmente significa: ‘trigger’ (grilletto, detonatore) e ‘point’ (punto). Quindi, in senso figurato, punto da cui parte un colpo, un dolore, in questo caso, e da cui si propaga.I trigger indicano una condizione clinica che consiste nella contrazione continua di alcune fibre muscolari, parliamo di attività su scala miscroscopica.

Il trigger point risulta dolente alla palpazione e riproduce la sensazione di dolore che il paziente lamenta. Attenzione, perché il dolore può essere riferito e non solamente limitato alla zona di palpazione. Inoltre, il dolore può essere riferito a un nodulo puntiforme oppure a tutta la fascia contratta.

Alla palpazione si può apprezzare un vero e proprio “nodo”, ovvero una piccola zona definita dove la densità del tessuto aumenta.
I trigger point possono essere attivi o latenti. Il punto latente non è sintomatico e non provoca dolore riferito. Però, il dolore può essere evocato dal terapista durante la pressione del trigger. Se dal punto di vista della percezione del dolore, il trigger point latente può essere visto come un problema meno invalidante sul breve periodo, da quello della terapia può invece diventare un problema perché la totale asintomatologia ritarderebbe la consultazione del terapista.
Invece, quello attivo può generare un dolore riferito senza essere stimolato. Ad esempio, “ho mal di testa vicino all’occhio e quando mi massaggio il trapezio sento anche un dolore molto localizzato”.

Quindi, Il dolore riferito, nel trigger point attivo, non necessita di stimolazione, mentre il trigger point risulterà doloroso solo alla palpazione. Le conseguenze di questa situazione si ripercuotono negativamente sul microcircolo, andando a comprimere i vasi che vascolarizzano il muscolo stesso e quindi limitano il corretto rifornimento di ossigeno e di conseguenza l’apporto di sangue. Quindi le sostanze nutritive ostacolano la guarigione ed è così che il muscolo, con il tempo, può diventare dolente.

In quali condizioni vanno trattati

Tendenzialmente, è importante esaminarli e trattarli quando si presentano problematiche muscolo scheletriche come:

  • mal di schiena
  • traumi muscolari
  • sovraccarico articolare.

Ma, il trattamento non si ferma solamente ai problemi muscolo-scheletrici. Infatti, può rivelarsi molto utile “disattivarli” anche in casi come:

  • mal di testa
  • posture errate
  • spossatezza
  • percezione di mancanza di forza, ad esempio ‘sento il braccio pesante’.

Inoltre, alcuni punti possono influenzare il funzionamento del sistema nervoso autonomo, deputato a regolare le funzioni vitali di base e inconsce.
Quindi, è importante sottolineare come il trattamento dei trigger point deve essere eseguito solamente da terapisti che programmano, dopo un’accurata anamnesi, il percorso terapeutico ideale per la risoluzione del problema.
Dal punto di vista pratico, il trattamento si pone l’obiettivo di favorire l’afflusso di sangue e nutrienti alla zona colpita.

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